Nel nostro ordinamento, il diritto alla difesa è garantito a ogni persona, a prescindere dalle sue condizioni economiche. Tuttavia, nella pratica, molte persone rinunciano a far valere i propri diritti per timore dei costi legati all’assistenza legale. È proprio in questi casi che entra in gioco uno strumento fondamentale: il gratuito patrocinio, noto anche come patrocinio a spese dello Stato. Che cos’è il gratuito patrocinio? Il gratuito patrocinio è un istituto previsto dalla legge italiana che consente ai cittadini con reddito basso di ottenere assistenza legale senza dover sostenere le spese di avvocato, consulenze e processo. Il costo viene interamente coperto dallo Stato, garantendo così l’accesso alla giustizia anche a chi si trova in una situazione di difficoltà economica. In quali casi si può richiedere? Il gratuito patrocinio è previsto in tutti i principali ambiti giudiziari: È possibile richiederlo sia per procedimenti già in corso che per quelli da avviare.  Chi può richiederlo? Possono accedere al gratuito patrocinio: Il requisito fondamentale è di natura economica:  Quali spese copre? Il gratuito patrocinio copre: Il gratuito patrocinio NON copre:  Come si richiede? La domanda deve essere presentata personalmente dall'interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. Può essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente. La domanda di ammissione in ambito civile si presenta presso la Segreteria del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, competente rispetto al: La domanda di ammissione in ambito penale si presenta presso l'ufficio del magistrato davanti al quale pende il processo e quindi: La domanda, sottoscritta dall'interessato, va presentata in carta semplice e deve indicare:  In ambito civile, cosa fa il Consiglio dell’Ordine dopo il deposito della domanda? Il Consiglio dell’Ordine verifica i requisiti e può: Se il Consiglio dell’Ordine respinge o dichiara inammissibile l’istanza, questa può essere proposta al magistrato competente per il giudizio che decide con decreto. In ambito penale, cosa può decidere il giudice competente dopo la presentazione della domanda? Entro 10 giorni, da quando è stata presentata la domanda o da quando è pervenuta, il giudice competente verifica l'ammissibilità della domanda e può decidere in uno dei seguenti modi: Sulla domanda il giudice decide con decreto motivato che viene depositato in cancelleria. Del deposito viene dato avviso all'interessato. Se detenuto, il decreto gli viene notificato. In ogni caso, copia della domanda e del decreto che decide sull'ammissione al beneficio sono trasmesse all'Ufficio delle Entrate territorialmente competente per la verifica dei redditi dichiarati. Se la domanda viene rigettata, l'interessato può presentare ricorso al presidente del tribunale o della corte di appello entro 20 giorni dal momento in cui ne è venuto a conoscenza. Il ricorso è notificato all'Ufficio delle Entrate. L'ordinanza che decide sul ricorso è notificata entro 10 giorni all'interessato e all'Ufficio delle Entrate che, nei 20 giorni successivi, possono proporre ricorso in Cassazione. Il ricorso non sospende l'esecuzione del provvedimento impugnato.  Hai bisogno di sapere se puoi accedere al gratuito patrocinio?


